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Lunedì 15 Settembre 2008
n. 263
Proposta di legge di Rifondazione Comunista per l’effettiva partecipazione popolare al dibattito che riguarda le opere pubbliche. Nesci (primo firmatario): “Un nuovo strumento di democrazia”
Genova -
In Danimarca la normativa sulla partecipazione popolare alle decisioni urbanistiche risale al 1810, in Francia è in vigore dal 1995 e più di recente una legge regionale è stata approvata anche nella vicina Toscana. Ora, grazie ad una proposta di legge di Rifondazione Comunista in Consiglio regionale, la discussione pubblica aperta ai cittadini sulle opere che hanno un forte impatto ambientale e urbanistico potrebbe diventare realtà anche per la Liguria.
Attualmente il dibattito popolare sui progetti è previsto solo in via facoltativa e a progetti già conclusi, mentre nelle intenzioni di Rifondazione si tratta di rendere la discussione obbligatoria in fase preliminare e di pubblicarne gli esiti sul Bollettino ufficiale della Regione (Burl) e sulla stampa locale.
La proposta di legge investe gli interventi e le opere regionali e nazionali che interessano il territorio ligure e prevede la costituzione di una apposita commissione regionale, in carica per cinque anni, che vagli i documenti e stabilisca calendari di incontri pubblici. La proposta di Rifondazione mette in condizione gli enti locali di affrontare effettivi processi partecipativi, convocando assemblee aperte ai cittadini per informarli e per discutere con loro i progetti già a partire dallo di studio di fattibilità: gli incontri pubblici avverrebbero quindi prima della stesura del progetto preliminare e a spese dei proponenti.
Tra le opere prese in considerazione ci sono costruzioni edilizie con cubatura superiore ai tremila metri cubi, tracciati stradali, autostradali e superstrade di nuova realizzazione o modifiche di quelle esistenti superiori ai 3 km, linee ferroviarie, infrastrutture portuali e aeroportuali, impianti di produzione di energia, impianti di smaltimento rifiuti, impianti sportivi, produttivi e commerciali.
Dal punto di vista amministrativo – spiega il capogruppo Vincenzo Marco Nesci, primo firmatario della legge – il parere dei cittadini non è vincolante, nel rispetto dell’autonomia delle amministrazioni, ma da un punto di vista politico bisognerà tenere conto di critiche e proposte. Vogliamo dare ai cittadini uno strumento di controllo diretto sui progetti che li toccano da vicino: strade, linee ferroviarie, costruzione di grandi opere. Per controllare l’operato di un’amministrazione oggi, oltre al voto, esistono altri strumenti, come il referendum abrogativo e le proposte di legge popolare, che però non sono di facile attuazione. Far partecipare i cittadini al dibattito sulle opere – ha sottolineato Nesci – significa applicare fino in fondo la Costituzione, dare alla gente uno strumento di controllo popolare.
Alla stesura della proposta di legge presentata dal gruppo regionale di Rifondazione Comunista, firmata da Marco Vincenzo Nesci e Giacomo Conti, ha partecipato anche Giancarlo Bonifai, responsabile locale delle infrastrutture del partito, che ha spiegato Il processo partecipativo è già previsto dalle procedure di Via (valutazione di impatto ambientale) dove i cittadini sono chiamati a dire la loro su progetti già definiti, mentre questa proposta rovescia completamente il passaggio, dando loro la parola nella fase iniziale.