Buone Feste da Rifondazione!
Posted in Uncategorized on 24 Dicembre 2009 by prcrapalloDisoccupazione: bruciati 508.000 posti di lavoro!
Posted in Lavoro on 18 Dicembre 2009 by prcrapallo
DATI ISTAT (terzo trimestre 2009)
Nel terzo trimestre 2009 l’offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dello 0,9 per cento (-222.000 unità). Il numero di occupati risulta pari a 23.010.000 unità, in forte calo su base annua (-2,2 per cento, pari a -508.000 unità). In termini destagionalizzati, l’occupazione totale registra una flessione rispetto al secondo trimestre 2009 pari allo 0,5 per cento.
Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni segnala il quinto consecutivo arretramento tendenziale e scende dal 59,0 per cento del terzo trimestre 2008 all’attuale 57,5 per cento. Nella media del trimestre il numero delle persone in cerca di occupazione continua a salire rispetto ad un anno prima, portandosi a 1.814.000 unità (+18,7 per cento, pari a 286.000 unità). La crescita della disoccupazione riflette il diffondersi dei casi dovuti alla perdita della precedente occupazione.
In occasione della pubblicazione dei dati trimestrali l’Istat ha rivisto le stime mensili destagionalizzate dei principali indicatori precedentemente pubblicate, disponibili sul sito. Sulla base dei dati rivisti, in ottobre il numero di occupati si riduce dello 0,1 per cento rispetto a settembre (a fronte della sostanziale stabilità che emergeva nelle stime pubblicate in precedenza), mentre il tasso di disoccupazione risulta pari all’8,2 per cento (un valore superiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quanto pubblicato in precedenza).
(17 dicembre 2009)
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20091217_00/
Acculturazione e Acculturazione di Pier Paolo Pasolini
Posted in Cultura on 18 Dicembre 2009 by prcrapalloMolti lamentano (in questo frangente dell’austerity) i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale organizzata fuori dal Centro “cattivo” nelle periferie “buone” (viste con dormitori senza verde, senza servizi, senza autonomia, senza più reali rapporti umani). Lamento retorico. Se infatti ciò di cui nelle periferie si lamenta la mancanza, ci fosse, esso sarebbe comunque organizzato dal Centro. Quello stesso Centro che, in pochi anni, ha distrutto tutte le culture periferiche dalle quali, appunto, fino a pochi anni fa, era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, anche alle periferie più povere e addirittura miserabili.
Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica, voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni.
Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè, come dicevo, i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.
L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che “omologava” gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale “omologatore” che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due Persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina).
Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo?
No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i “figli di papà”, i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli.
Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari umiliati cancellano nella loro carta d’identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di “studente”. Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo-borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piecolo-borghese, nell’adeguarsi al modello “televisivo” che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale, diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio “uomo” che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali.
La responsabilità della televisione in tutto questo è enorme. Non certe in quanto “mezzo tecnico”, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si fa concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. E attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere.
Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. U giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata bruttata per sempre.
[L'articolo era apparso sul "Corriere della Sera" il 9 dicembre 1973 con il titolo "Sfida ai dirigenti della televisione" - L'ultima parte dell'articolo (la "sfida", appunto, non appare in Scritti corsari. Può essere reperita in Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società, Meridiani (edizione diretta da Walter Siti, Mondadori 1999)].
(Fonte: http://www.pasolini.net/saggistica_scritticorsari_acculturazione.htm.)
Sportello contro il carovita
Posted in Partito on 18 Dicembre 2009 by prcrapalloCare compagne, cari compagni,
oggi si è finalmente aperto lo sportello contro il carovita della Provincia di Genova, fortemente voluto dallle compagne e dai compagni del Gruppo Consiliare di Rifondazione e del quale abbiamo la responsabilità politica. [Si tratta di] un progetto volto a estendere la rete delle tutele sociali anche a livello locale. Questa iniziativa è il risultato di un lavoro di squadra, coordinato dalla Provincia di Genova, per offrire una risposta diretta e immediata alle necessità dei cittadini. Nella logica del partito sociale (su cui siamo tutti impegnati), con questa iniziativa, certamente un’esperienza nuova ed originale per la Liguria, vogliamo dimostrare che anche un Ente Locale può essere sociale e recuperare un poco di spirito mutualistico e solidale di cui oggi vi è forte bisogno, assicurando qualche risposta concreta al continuo aumento del costo della vita. La recessione è arrivata da tempo anche nella nostra Provincia, producendo crisi occupazionali e produttive senza precedenti; solo a genova nei primi 10 mesi dell’anno ci sono stati 5.300 lavoratori messi in cassa integrazione ed 800 in mobilità, mentre i disoccupati sono cresciuti di oltre il 35% (da 5.900 domande ad oltre 8.000 nei primi 9 mesi dell’anno). Stiamo quindi elaborando una serie di campagne mirate, con l’obiettivo di ridurre quanto più possibile i prezzi di alcuni beni e servizi di prima necessità, nell’area della salute e dell’alimentazione
OCCHIALI SOLIDALI: grazie ad un accordo con l’Associazione degli ottici genovesi ed il coinvolgimento di tutta la filiera produttiva è stato possibile abbattere il costo degli occhiali da vista (basici ma di qualità) , al prezzo calmierato di 38 Euro, inferiore di oltre il 50% al prezzo di listino ufficiale, e questo per le persone con una certificazione Isee inferiore a 15.000 Euro. La Provincia, inoltre, assicurerà alle persone più colpite dalla crisi (un migliaio), con una certificazione Isee inferiore a 7.500 Euro, un occhiale completamente gratuito, grazie al proprio intervento finanziario. Tutti gli occhiali hanno il certificato di conformità, sono a norma U.E., e si potranno scegliere tra differenti modelli e colori. Durante tutta la campagna, che terminerà il 31 Marzo 2010, inoltre i 51 ottici convenzionati assicureranno la misurazione gratuita della vista.
Invito tutte/i a visitare il sito www.provinciacontrolacrisi.it, ed a far partecipare ad Occhiali Solidali tutte le persone (a partire dai nostri compagni) che pensate possano beneficiarne; il gruppo consiliare ovviamente a disposizione (010 5499397) e per qualsiasi informazione telefonate (o fate telefonare).
Fraterni saluti.
Alessandro Benzi
Scritte contro i cinesi: condanna da Rifondazione
Posted in Rapallo on 18 Dicembre 2009 by prcrapallo***<Nel silenzio assordante che abbiamo registrato da parte delle forze politiche della città, ci fa piacere che il Consorzio Operatori di via della Libertà abbia preso posizione condannando le scritte contro i cinesi apparse in città. Questi episodi, che per qualcuno non hanno significato, che per molti vengono catalogati come episodi di teppismo, sono invece segnali che non vanno assolutamente ignorati>. Così, Gerardo Mazzaferro, a nome del direttivo del Circolo G. Cassani di rifondazione comunista di Rapallo, condanna le scritte apparse in via Mameli, ai lati dell’ingresso di un negozio di abbvigliamento cinese, contro i cinesi. <Non va mai dimenticato che 60 anni fa qualcuno marchiava con la stella di david i negozi degli ebrei-continua Mazzaferro- queste scritte devono far riflettere su una convivenza sociale che anche a Rapallo è difficile: telecamere per controllare, accuse continue contro gli immigrati. Alla fine, il clima di tensione porta a questo. La banalità del male non va sottovalutata e invitiamo tutte le forze politiche a condannare quanto successo. I colpevoli della crisi dei negozianti a Rapallo non sono certo i cinesi: semmai gli affitti troppo alti e la situazione economica>.
(Fonte, Silvia Pedemente, IL Secolo XIX. Ed. Levante, p. 31, 11-12-2009)
PIU’ TRENI MENO TAV
Posted in Partito on 10 Dicembre 2009 by prcrapallo
Le condizioni dei pendolari si fanno sempre più critiche: soppressione dei treni, allungamenti dei tempi di percorrenza, ritardi e perdita di coincidenze, riduzione delle carrozze con la conseguenza che sempre più treni viaggiano con i pendolari stipati nelle poche carrozze rimaste e sempre più spesso i ritardi derivano anche dalle difficoltà – nelle stazioni – di discesa o salita dei viaggiatori.
La scelta del Gruppo F.S., evidenziata nel Piano Industriale 2007 – 2011 è stata quella di puntare sulla TAV destinando a questo servizio il grosso delle risorse, in quanto la TAV rappresenta il segmento ritenuto redditizio dal punto di vista economico.
Le condizioni dei treni utilizzati dai pendolari, quindi, sono destinate a peggiorare nei prossimi mesi e anni.
Rifondazione Comunista dichiara la propria solidarietà ai pendolari e concentrerà la sua azione al fine di conseguire i seguenti obiettivi:
· La ridefinizione dei Contratti di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario tra le Regioni e Trenitalia (e le altre società ferroviarie);
· Il blocco, per l’anno 2010, dei costi di biglietti e abbonamenti per treni regionali, interregionali, intercity ed Eurostar e del servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL) affinché i costi del trasporto non incidano negativamente sul fenomeno del caro vita;
· L’esenzione dal pagamento dei servizi di trasporto pubblico per le figure colpite dalla crisi e per i loro famigliari (es. lavoratori in cassa integrazione e loro figli; lavoratori precari a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro; lavoratori in mobilità).
L’11 DICEMBRE IN PIAZZA PER IL DIRITTO ALLA CONOSCENZA
Posted in Partito on 10 Dicembre 2009 by prcrapalloSiamo ancora una volta in piazza contro un governo che di fronte alla crisi continua a sperperare milioni di euro per “grandi opere” inutili e dannose, finanziare spese militari, dare soldi alle banche, a chi ha speculato fino a ieri con i soldi dei risparmiatori, senza preoccuparsi di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese.
Hanno costruito un deserto e lo chiamano futuro
Con l’anno 2009-2010 ha preso avvio l’azione più distruttiva che un governo abbia mai condotto del diritto allo studio garantito dalla Costituzione: si privatizza l’università; “licenziati” 25.000 docenti e ricercatori; nella scuola 37.000 studenti in più e 57.000 insegnanti ed ata in meno, meno insegnanti di sostegno, una scuola elementare destrutturata, aule sovraffollate. Scuole e università senza fondi per il loro normale funzionamento e con costi sempre più alti. Il tutto nel contesto di un progetto senza precedenti che riduce del 20% in un triennio il bilancio di scuola università e ricerca e taglia 150.000 posti di lavoro, quasi il 15% del personale. La Finanziaria 2009 conferma queste scelte: permangono gli spaventosi tagli a scuola, università, ricerca e cultura, mentre si destinano 130 milioni alle scuole private e ulteriori 750 milioni agli armamenti.
Siamo in piazza per impedire questo scempio, per conquistare una scuola e un’università migliori, qualificate, di tutte/i e per tutte/i, pubbliche, laiche, democratiche e pluraliste. Siamo in piazza per il nostro futuro.
Lo sciopero di oggi rappresenta per la Federazione della Sinistra un momento rilevante per rivendicare una netta inversione di tendenza e far vivere una proposta radicalmente alternativa alle politiche del governo e della confindustria.
Scesi in campo!
Posted in Partito on 6 Dicembre 2009 by prcrapallo
V enerdì titolavamo il giornale dando corpo ad una sensazione che era anche un auspicio, una speranza: «Scesi in campo», scrivevamo sotto la foto di un gruppo di giovanissimi, stretti in gruppo, che tenevano nelle mani il manifesto del NoBDay. Ebbene, ieri, per le vie di Roma si è visto davvero qualcosa di nuovo, di inedito. E di promettente. Quella generazione che si è inseguita per settimane sulla rete, che ha via via preso coscienza di sé, della possibilità di un agire politico diretto si è ritrovata in piazza, per dire che Berlusconi e con lui tutto il marcio che ammorba questo sderenato Paese se ne deve andare. Un corteo impressionante, per la quantità delle persone che hanno raccolto l’appello e, ancor più, per l’intensità di una partecipazione che emanava consapevolezza di una responsabilità collettiva. Tutto il contrario di quella passività rassegnata che abbiamo temuto potesse prendere il sopravvento nel clima di degenerazione che si sprigiona dai palazzi del potere. Chi abbia seguito il serpentone fin dentro una piazza San Giovanni per una volta troppo piccola non può non aver ricavato un’impressione profonda. Perché la protesta corale, la richiesta condivisa di giustizia, di uguaglianza, di pulizia, era declinata in mille modi diversi, come se ognuno volesse dirlo in un modo proprio, con un segno, un cartello, uno slogan, un drappo del vestito. C’era il viola, colore adottato dagli organizzatori della manifestazione. E c’era il rosso delle bandiere della Federazione della Sinistra che in mattinata, in un teatro Brancaccio straripante, ha posto la prima, fondamentale pietra di una sinistra unita e plurale. E che ora è attesa al compito più impegnativo, quello di mettere radici in tutto il Paese e divenire – senza supponenza – interlocutrice dei movimenti, del variegato conflitto sociale, di una domanda di democrazia rimasta per troppo tempo inascoltata e men che meno rappresentata. La nottata non è certo passata. Ma forse qualcosa comincia a cambiare davvero.
DINO GRECO
LIberazione 06/12/2009
Nasce nel Tigullio la Federazione della Sinistra Anticapitalista
Posted in Partito on 26 Novembre 2009 by prcrapalloChiavari. Nasce anche nel levante la Federazione della sinistra anticapitalista. La compongono Rifondazione, i Comunisti italiani, e Socialismo 2000, persone che provengono dal mondo ambientalista e dall’ associazioni dei consumatori, persone che si riavvicinano alla politica o sono deluse dal partito democratico. A livello locale i referenti sono i segretari dei due partiti principali: Walter Conti per Rifondazione e Marco Daneri per i Comunisti italiani. <La Federazione è un’aggregazione organizzata nel rispetto delle identità delle forze politiche che aderiscono a questo progetto-spiegano Conti e Daneri-guardiamo alle regionali, pronti a sostenere Burlando se ci sarà condivisione sui temi che ci stanno acuore, ma diciamo no alle alleanze con l’UDC [...]>.
Intanto la Federazione raccoglie le adesioni per formare uno o due pullman di partecipanti alla manifestazione del 05 dicembre contro il governo Berlusconi. Gli interessati possono chiamare il 333/8504568.
[Fonte: Il Secolo XIX, Ed. Il Levante, p. 26].
REGIONE LIGURIA, PRIVATIZZAZIONI, ASSESSORE AMBIENTE ZUNINO CONTRO DECRETO RONCHI, IN ARRIVO NUOVO RICORSO
Posted in Uncategorized on 21 Novembre 2009 by prcrapalloGENOVA, 20 NOVEMBRE 2009. “L’approvazione da parte del Parlamento dell’art. 15 del Decreto Ronchi di fatto consegna la gestione di un bene fondamentale per la vita, quale la risorsa idrica, nella mani dei privati. Si tratta di un fatto gravissimo. La scusa dell’adeguamento alle norme europee non regge per nulla in quanto, come è noto, in altre realtà europee si sta procedendo in senso inverso e cioè verso la ripubblicizzazione (ultimo esempio la città di Parigi)”.
E’il commento dell’assessore all’Ambiente della Regione Liguria Franco Zunino dopo il varo del provvedimento del governo.
“La Regione Liguria si era già opposta all’approvazione dell’art. 23 bis della Legge 133 del 6 agosto 2008- continua Zunino_ che di fatto apriva la strada alla privatizzazione, attraverso l’impugnativa alla Corte Costituzionale. In attesa della sentenza della Corte gli uffici regionali stanno valutando la percorribilità di un nuovo ricorso, così come stanno valutando numerose altre Regioni. La difesa del ruolo pubblico nella gestione di un bene fondamentale non può che vedere la Regione Liguria in prima fila”.
Links


